Uno sport sicuro… ma da gestire nel tempo
Sicuro sì, ma non privo di rischi
Il golf è spesso considerato uno sport sicuro, adatto a tutte le età e con un basso rischio di infortuni. In effetti, i dati scientifici confermano che il numero di traumi acuti è relativamente contenuto rispetto ad altre discipline. Tuttavia, questa visione racconta solo una parte della realtà.
Il problema nascosto: il sovraccarico nel tempo
Il vero aspetto da considerare è che il golf, pur essendo poco traumatico nel breve periodo, espone a problematiche che si sviluppano lentamente nel tempo. La maggior parte degli infortuni, infatti, non deriva da eventi improvvisi, ma da un accumulo progressivo di stress sul corpo, soprattutto a livello della colonna lombare.
Perché proprio la zona lombare?
Non è un caso che la lombalgia rappresenti il disturbo più frequente nei golfisti. Il gesto dello swing richiede una combinazione complessa di rotazioni, flessioni ed estensioni, ripetute centinaia di volte tra allenamenti e partite. Nel tempo, questo carico si accumula e può portare alla comparsa di dolore, anche in assenza di un trauma preciso. Più giochi, più il rischio cresce! Un elemento fondamentale riguarda proprio il volume di gioco. Più un golfista si allena, gioca partite o aumenta l’intensità della pratica, maggiore è il rischio di sviluppare problemi. Non è quindi il golf in sé a essere rischioso, ma il modo in cui viene praticato e la quantità di esposizione nel tempo.
L’errore più comune: tornare troppo presto
A questo si aggiunge un comportamento molto diffuso: molti golfisti tendono a tornare in campo prima di aver recuperato completamente. Spesso si riprende a giocare quando il dolore è ancora presente, sottovalutando il problema. Questo può favorire la cronicizzazione del disturbo e aumentare il rischio di recidive, rendendo il recupero più lungo e complesso.
Prevenire è la strategia migliore!
In questo contesto, la prevenzione diventa centrale. L’osteopatia rappresenta un valido supporto per migliorare la mobilità, ridurre le tensioni e ottimizzare la qualità del movimento, aiutando il corpo a gestire meglio i carichi. Accanto al trattamento, però, è fondamentale un lavoro attivo: un allenamento funzionale mirato consente di migliorare il controllo del movimento, distribuire meglio le forze e ridurre lo stress sulla zona lombare.
GIOCARE A LUNGO, MA SENZA DOLORE
Il golf rimane uno sport estremamente benefico e accessibile, ma richiede consapevolezza. Gestire i carichi, rispettare i tempi di recupero e preparare adeguatamente il corpo permette non solo di ridurre il rischio di dolore, ma anche di giocare meglio e più a lungo..
Referenze
Kuitunen, I., & Ponkilainen, V. T. (2024). Injury incidence in golf—a systematic review and meta-analysis. Irish Journal of Medical Science (1971-), 193(6), 2803-2811.
Williams, A., Murray, A., & Sorbie, G. G. (2025). Epidemiology of injuries in UK based golfers: a retrospective study. The Physician and Sportsmedicine, 53(2), 152-158.





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